da l_antonio
Ma qui il problema è ancora più ampio. Ed è quello, in generale, dei rapporti tra Tecnica e Politica, dove il prevalere della prima comporta un inevitabile ridimensionamento della seconda. La Tecnica convince ideologicamente molti che la Politica è solo un mercanteggiamento inefficace di opinioni, un inutile “parlamento”. Mentre la Tecnica va al sodo dei problemi, li risolve nell'unico modo efficace possibile, senza chiacchiere inutili, ma grazie al contributo dei veri competenti, dei veri esperti, e non di questi politici clientelari e spreconi. La Tecnica illude che si possa giungere alla verità possibile senza passare attraverso l'inferno delle opinioni, delle mediazioni, dei dibattiti e della partecipazione consapevole di tutti (o quasi) alle scelte. Ossia senza passare attraverso la democrazia, così come la intendiamo modernamente.
da leggere anche: la patria e il nuovo padrone
martedì 28 aprile 2009
TECNICA E POLITICA
domenica 12 aprile 2009
LACRIME DI COCCODRILLO
Se non ci fossero gli editoriali di Scalfari penserei che non c'è più nessuno che ragiona in questo paese
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Sessant'anni di rovine, lutti, tendopoli, roulotte, prefabbricati, cucine da campo, Forze dell'ordine e Forze armate mobilitate, pompieri e vigili, ordinanze, editti, processi, mafie e camorre all'opera per trarre vantaggi. E lacrime lacrime lacrime. Di emergenza in emergenza. Ma tra l'una e l'altra liberi tutti. Liberi di costruire sul bordo dei fiumi e dei vulcani. Liberi di impastare il cemento con la sabbia del mare. Liberi di lesinare sulle armature di ferro. Liberi di scempiare il paesaggio. Liberi di violare i piani regolatori. Un popolo di eroi, di navigatori e di abusivi. Sempre condonati. Spesso incitati ad abusare. Come accade quando il fare diventa un fine a se stesso e sgomita per farsi largo, egoismo che lotta con altri egoismi. Sono queste le invasioni barbariche del nostro tempo, in testa alle quali ha cavalcato e cavalca gran parte della classe dirigente di ieri e di oggi. Anche di domani?
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Con i tempi che corrono questa partita è molto difficoltosa. Se non ci fosse di mezzo l'orgoglio di Berlusconi, il provvedimento più logico riguarderebbe la reintroduzione dell'Ici sulle prime case che frutterebbe all'Erario un maggior gettito di 3 o 4 miliardi.
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Purtroppo questa punta di ottimismo è troppo... ottimistica. Il fare del presidente del Consiglio - l'abbiamo già detto in precedenza - si limita ad una veduta corta e si esaurisce nell'immediato, insegue ritorni politici ed elettorali a scadenza breve, è intriso di emotività e di populismo. La sua sincerità non è sufficiente a dar vita a processi produttivi di lunga lena e di scarsa redditività ai fini del consenso e della popolarità.
giovedì 9 aprile 2009
MA CON CHE FACCIA?
Il terremoto
La paura
I morti
La notte al freddo
con mille pensieri sul domani
cerchi di dormire
nella tua auto
e una giornalista di canale 5 viene a romperti i coglioni
mercoledì 8 aprile 2009
LA VEDUTA CORTA
Penso che comprerò il libro di Padoa Schioppa.
affari e politica dalla veduta corta
che... sembra di no... ma ci parla anche del terremoto di Abruzzo
perchè non è il terremoto che ti uccide
ma la casa che ti cade in testa
(o magari l'ospedale appena costruito)
l'incapacità di costruire un futuro stabile
solido... sembra proprio il caso di sottolineare
da leggere anche: Tutti ladri, nessun ladro
venerdì 3 aprile 2009
APARTHEID
Cioè mi state dicendo che se vado a Foggia con Zef
rischiamo di dover prendere due autobus diversi per muoverci?
L'apartheid aveva due manifestazioni:
- la separazione dei bianchi dai neri nelle zone abitate da entrambi (per esempio rispetto all'uso di mezzi e strutture pubbliche)
- l'istituzione dei bantustan, i territori semi-indipendenti in cui molti neri furono costretti a trasferirsi.
lunedì 30 marzo 2009
PIU' CHE FERMA. IN RETROMARCIA...
L'Italia è immobile
e il Corriere della Sera non fa eccezzione
Non voglio neanche dirvi chi mi aspetto adesso alla conduzione del TG1
che magari
se ci penso troppo
la nefasta previsione si avvera

