sono proprio loro a fare schifo!
dopo la destra di cui parla Marco
e il turno della conferenza episcopale spagnola
Ma, arrivato al potere nel 2004, Zapatero aveva giudicato maturi i tempi per ridare spazio alla memoria, promuovendo un risarcimento morale delle vittime e favorendo la ricerca dei resti delle migliaia di desaparecidos. Ma il presidente della Conferenza episcopale la pensa in maniera completamente opposta. "Dimenticare" è la nuova parola d'ordine, per ottenere "un'autentica e sana purificazione della memoria" che liberi i giovani "dagli ostacoli del passato, senza gravarli dei vecchi litigi e rancori".
Una sana purificazione della memoria??????
C'è qualche cattolico che riesce ad avere il coraggio di difendere una posizione di genere?
martedì 25 novembre 2008
NON SONO IO AD AVERE PREGIUDIZI....
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chiesa fuori di capa
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7 commenti:
Ovviamente i paesi non sono tutti uguali.
La Chiesa spagnola, a differenza di quella italiana, è estremamente conservatrice.
Se in Italia si sono avuti movimenti cattolici di sinistra, una presenza cattolica nel sindacato, se esista una radicata cultura cattolica di sinistra, la Chiesa spagnola, forse perché intimamente connessa con il passato artistocratico e feudale della Spagna, fu uno dei principali appoggi del regime franchista. Inevitabile che preferisca che non se ne parli: salterebbero fuori altrimenti troppe verità imbarazzati in un paese dove la Chiesa cattolica è già largamente screditata... (mi riferisco alla Spagna)
Non penso che tutta la Chiesa spagnola sia conservatrice.
Ma scoperchiare il tombino del franchismo (peraltro ben più recente, nella sua conclusione, rispetto al fascismo) provocherebbe reazioni gigantesche, anche proprio a cominciare dall'interno della Chiesa.
Ma evidentemente va fatto, prima o poi. Va fatto con equanimità (nella guerra civile spagnola tutte le parti hanno commesso atti vergognosi: il che non significa dire, revisionisticamente, che entrambe le parti erano uguali!), ma fa fatto. Sarebbe un errore mettere la testa sotto la sabbia.
Però Zapatero continua a darmi un'idea completamente opposta a quella di Obama: di essere uno che governa per dividere, di rappresentare una parte della nazione contro un'altra. Non come Obama che disse "non esistono stati 'rossi', non esistono stati 'blu', esistono solo gli Stati Uniti".
Luca Gras
www.pentagras.it
bè innanzitutto partiamo da alcune considerazioni..
1 - agli spagnoli Zapatero no sembra affatto estremista come lo disegnano qui in Italia... è colui che ha cercato di pacificare i paesi baschi con un accordo politico; è colui che ha fatto la prima seria legge spagnola contro le violenze domestiche... Se chiedete alla gran parte degli spagnoli, a loro non sembra estremista. Se chiedete ai "duri e puri" di sinistra, poi, vi diranno che Zapatero è un traditore centrista. Giusto per dire che qui in Italia si ha una prospettiva un po' sbagliata...
2 - certamente Zapatero incarna un modo diverso di concepire il ruolo della forza di governo, che però è conseguenza diretta della diversa struttura della democrazia tra USA ed Europa; la nostra è partitica, la loro è di comitati elettorali; Zapatero risponde al Partito socialista spagnolo e al programma che questi si è dato; in tal senso, conviene mostrare nettamente le differenze perché ciò garantisce la coesione della maggioranza politica e il legame fiduciario tra maggioranza e governo; poiché poi l'elettore vota un partito, è anche opportuno per la trasparenza democratica che il governo segua il programma elettorale del proprio partito;
3 - negli USA invece il presidente è poco legato al proprio partito, è innanzitutto legato al proprio comitato elettorale: non ha uno stretto legame fiduciario con una maggioranza parlamentare (anzi, non è previsto questo rapporto fiduciario), pertanto deve cercarsi una maggioranza politica relazionandosi con tutto il Congresso, e conquistando il sostegno popolare, essendo la disciplina di partito assai labile, se non quasi assente.
Direi che, semplicemente, sono contesti diversi.
I contesti diversi sono una realtà.
Però sta di fatto che, anche in America, Bush ha lavorato cercando di AUMENTARE la polarizzazione sociale: non solo a livello economico, ma proprio creando l'immaginario di una "vera America" contrapposta a un'"anti-America" (e replicando questa polarizzazione a livello mondiale: "noi contro loro").
Obama vince anche perché è portatore di una visione completamente diversa, di unione e di coesione.
Questo per me è di gran lunga il danno più grave che ha creato la destra sia in America che in Europa (in particolare in Italia).
E va detto che l'ideologia teo-con ha fornito un gravissimo supporto a questa visione.
Pur ammettendo che in Italia l'opera di Zapatero arrivi in qualche modo filtrata e deformata (ma arriva così non solo tramite Avvenire, ma, per dire, anche tramite Repubblica), mi sembra che Zapatero offra la "sponda sinistra" a questa stessa ideologia, con un laicismo che di fatto divide e impone a una parte la supremazia sull'altra.
Che poi l'altra parte (e, quel che è peggio, la Chiesa) non sia in grado di elaborare una valida alternativa - e di proporre a sua volta una visione veramente conciliata - è un'aggravante.
Luca Gras
www.pentagras.it
zapatero e obama hanno due profili politici diversi
off course
d'altronde uno è figlio degli usa e uno è figlio della spagna
cultura, storia, tradizioni
completamente diverse
e, soprattutto, ruolo e storia dei partiti politici completamente diverse
(come diceva marco)
peccato però che abbiamo perso di vista il punto principale
cioè le dichiarazioni oscurantiste di mister conferenza episcopale spagnola
solo una gentile richiesta
evitiamo di usare il termine laicista in questo mio piccolo blog
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